"In cammino" in prima pagina questa settimana."


NOI, DIMORA DI DIO

Il brano evangelico è caratterizzato dal tema  della"consolazione". Dopo che Gesù ha annunciato il tradimento di Giuda e ha fatto riferimento alla propria morte, i discepoli provano un profondo senso di amarezza e sono disorientati e depressi. Gesù li consola; con loro consola noi, la sua Chiesa.
In particolare, egli ci esorta ad amarlo con tutte le nostre forze in modo da realizzare sin da adesso, con le opere, una comunità d'amore. Egli afferma: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui». Queste parole, forse, suonano stonate alle orecchie dell'uomo di oggi, tutto preso da altri pensieri, da altre occupazioni, da altre priorità. Ma  non dobbiamo sentirci sfiduciati e  amareggiati; non dobbiamo perdere la  speranza.
Piuttosto, adoperiamoci, con tutte le nostre forze, che ciò avvenga già adesso. Gesù non ci ha lasciato soli a svolgere questo compito. Egli ama talmente la sua  Chiesa da donarle anche il suo Spirito: «Il Consolatore, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, egli vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto».  È lo Spirito che ha i compito di aiutarci a comprendere l'insegnamento di Cristo nella sua essenza e di sostenerci nella testimonianza quotidiana della sua Parola.
Come far questo? Ciò che abbiamo ricevuto, siamo chiamati a portarlo agli altri, evitando di alimentare discordie, di aggredire l'altro perché ci ha fatto un torto, ma sforziamoci piuttosto di diventare operatori di pace, appianando contrasti e liti. Per avere un mondo migliore bisogna partire dalle piccole cose: ognuno di noi deve dare il suo contributo, secondo le proprie capacità e le proprie forze.
Sentiamoci privilegiati per tutto ciò che Gesù ci ha la sciato. Sta a noi accogliere questi doni, assimilarli, farli di ventare parte di noi stessi in modo da contagiare tutta la nostra vita.  Apriamo il cuore alla speranza, non lasciamoci abbattere dal peso della croce, ma portiamola con coraggio e dignità. Gesù non ci abbandona mai, è sempre presente.

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