"In cammino" in prima pagina questa settimana."


TUTTO IN UN ABBRACCIO

Siamo a metà del cammino quaresimale e si staglia davanti a noi la misericordia dolcissima incarnata nella persona di un padre. “Un padre aveva due figli; il più piccolo disse. “dammi la parte di patrimonio che mi spetta…” Quante volte è risuonata ai nostri orecchi questa vicenda improbabile, eppur verissima.... Dove si trova infatti un padre che ha tali sentimenti? Eppure...se non lo incontriamo come si fa a vivere?
Proviamo a riflettere ripensando il nostro rapporto con il padre. Ricordiamo gli inevitabili conflitti, allontana-
menti e ritorni e anche sull’amore sperimentato da ambedue le parti, il figlio ed il padre. Forse non siamo mai usciti di casa, ma la conflittualità senz’altro in un modo o nell’altro si è manifestata. In una maniera o nell’altra tutti noi abbiamo vissuto l’esperienza del conflitto e del perdono in famiglia ed è proprio questa esperienza umana il punto di partenza per riconoscere ed accogliere il perdono di Dio.
L'esperienza del perdono è l'esperienza della vita interiore rigenerata, della relazione che ritrova il suo alveo
più autentico e libero. Il perdono - afferma G. Ravasi - «suppone proprio un cancellare il ricordo del male ricevuto».
Tuttavia, pacificare la memoria, continuare a donare amore anche a chi ci ha ferito, sperando ardentemente nel suo ritorno, non è un vissuto semplice e scontato. Spesso, perdonare torti o offese subite ci sembra impossibile. L'amore misericordioso del padre della parabola dovrebbe essere il nostro riferimento costante. Al figlio della parabola che ritorna, con nel cuore le parole da dire, non vengono chieste spiegazioni, giustificazioni. Egli non è costretto ad ascoltare domande o risentite recriminazioni. Il perdono che riceve è tutto in un abbraccio. Come dice E. Bianchi: “il perdono non nasce dalla conversione di colui che ha offeso, ma dalla conversione di colui che ha ricevuto l'offesa”. Cristo ha fatto così.

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