"In cammino" in prima pagina questa settimana.

 DIO E’ GUARIGIONE

Anche in questa domenica ci avviciniamo a Gesù con la stessa confidenza e la stessa fiducia che sosteneva uomini e donne che, in situazioni difficili, accorrevano a lui .
Come i pescatori del lago abbiamo seguito Gesù ma, nello stesso tempo, ci rendiamo conto della necessità di essere risanati per vivere da riconciliati con noi stessi, con Dio e i nostri fratelli e sorelle. Abbiamo bisogno di essere liberati dalle nostre depressioni e schizofrenie; occorre guarire dalla febbre del possesso o delle nostre passioni che bruciano; sentiamo l’urgenza, che a giorni si fa prepotente, di essere liberati dal nostro peccato. Come il lebbroso del Vangelo di oggi gridiamo: “Signore, se vuoi, puoi guarirmi!”.
Infatti, ogni lebbroso, al tempo di Gesù, è il più malato dei malati. La sua malattia non è solo fisica: è un castigato da Dio, un rifiuto del cielo. C'è ma non esiste; perciò la legge ordina “Starà solo, lontano..”. E Gesù, invece di lasciarlo solo e lontano, supera le regole, abbatte le barriere, lo accoglie e lo tocca. Tocca l'intoccabile. Ama l'inamabile.
Il lebbroso non ha nome né volto, perché è ogni uomo, è ciascuno di noi. A nome di ogni creatura dice una frase bellissima: “Se vuoi, puoi guarirmi”. Lo dice con tutta la discrezione di cui è capace: “Se vuoi”. Il suo futuro è appeso a un “se”.
A nome nostro il lebbroso chiede: che cosa vuole veramente Dio da questa carne piagata, da queste lacrime? Cos'è la volontà di Dio? Sacrifici, sofferenze e pazienza, come dicono i sacerdoti? O un figlio guarito?
E Gesù è costretto a rivelare Dio, a dire una parola ultima e immensa sul cuore di Dio: “Lo voglio: guarisci!”. Ripetiamocelo, con emozione, con pace, con forza. Lo voglio. Eternamente Dio vuole figli guariti. A me dice: “Lo voglio: guarisci!”. È la buona novella: invece di un Dio che condanna, il Dio che fa grazia, che guarisce la vita. Io sono certo della volontà di
Dio. Lo mostra Gesù, a ogni pagina. Dio è guarigione!

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