San Michele In Foro: la chiesa e le sue parti

La chiesa che oggi vediamo è stata costruita a partire dal 1070 sopra un edificio più antico, con la stessa dedicazione, risalente all'VIII secolo. I lavori di costruzione cominciarono per volere del vescovo Anselmo da Baggio, che con il nome di Alessandro II fu uno dei grandi papi riformisti della fine del XI secolo. L'edificio in stile romanico contiene dei forti rimandi simbolici in ogni sua parte.

La pianta è a tre navate, simbolo trinitario, rette da colonne con capitelli d'ispirazione classica che rimandano a Roma, il centro della cristianità occidentale. Le colonne sono sei per lato, in tutto dodici e simboleggiano gli apostoli: la chiesa come indicato dal simbolo niceno è infatti “apostolica”, retta appunto dai 12 apostoli. La navata centrale, ampia e lunga, esprime orizzontalità e converge lo sguardo di chi entra direttamente sull'altare, per rendere l'idea di comunità che si concretizza nella processione dei fedeli verso l'altare, il popolo che cammina verso Cristo. A metà chiesa c'è il pulpito del XVIII secolo, utilizzato per la predicazione, a differenza dell'ambone riservato solamente alla lettura delle Sacre Scritture.

La navata centrale termina nel presbiterio, l'area della chiesa riservata al clero officiante, rialzata rispetto al pavimento delle navate per far posto alla cripta sottostante: al centro si trova l'altare maggiore, il fulcro di tutta la chiesa, dove si svolge il sacrificio eucaristico e termina in un abside semicircolare che conferisce alla chiesa il tradizionale orientamento ad Est, dove sorge il sole, simbolo di Cristo.

Ai lati del presbiterio si trovano i due bracci del transetto che danno alla pianta della chiesa la forma di croce; quello di sinistra ospita la cappella del Santissimo Sacramento mentre quello di destra sul quale si imposta il campanile è diviso in due cappelle da un pilastro.

Tutta la pianta della chiesa rappresenta Cristo sulla croce con le braccia aperte simboleggiate dal transetto, la testa dall'abside e il cuore dall'altare.

(Francesco Niccoli)

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