"In cammino" in prima pagina questa settimana.

NON E’ COSTUI IL FALEGNAME?

Dopo aver toccato varie località, Gesù giunge anche a Nazaret, suo paese d'origine: giunge nella sua patria, fra i suoi parenti, fra i suoi compaesani. Ascoltando le sue parole pronunciate di sabato nella sinagoga e ricordando i suoi prodigi, gli abitanti di Nazaret, inizialmente, ammettono che
Gesù parla con sapienza e che le sue mani compiono prodigi.
Soprattutto, riconoscono che le sue parole e le sue azioni non sono semplicemente umane, ma sono divine: gli sono "state date" da qualcun altro, ossia da Dio. Quindi, tirano le conclusioni: "Dio agisce attraverso Gesù, un uomo, uno di noi; attraverso il falegname, il figlio di Maria...".
A questo punto, però, lo stupore si trasforma in scandalo, ed essi rifiutano di accettare Gesù come Messia.
Egli, che aveva trascorso trent'anni in mezzo a loro, era ben conosciuto: per questo, secondo loro, non poteva essere lui il Messia; non poteva essere lui l'inviato dell'Onnipotente.
Gesù è per loro motivo di scandalo anche per altre ragioni: egli si reca nella sua patria solo dopo aver già visitato altri villaggi; e, dopo aver lasciato Nazaret, prosegue il suo cammino verso nuovi paesi, verso altre persone a cui donare la salvezza di Dio.
E, ancora, Gesù si reca in mezzo ai suoi familiari, ma porta con sé la sua nuova famiglia: il gruppo dei discepoli.
I suoi parenti stanno lì a Nazaret, portano avanti la vita di tutti i giorni e, forse, si scandalizzano anch'essi di Gesù; i suoi discepoli, invece, seguono Gesù, ascoltando le sue parole e condividendo la sua vita tutta dedicata alla salvezza degli altri e non a se stessi.
Gesù stima i suoi parenti, ma anche a loro fa capire che non basta più un legame di sangue, di discendenza fisica: occorre, invece, il legame della fede.
Noi, cristiani, siamo oggi la famiglia di Gesù; siamo la comunità di coloro che credono, e che si riconoscono figli del Padre che sta nei cieli. Ma, proprio a noi Cristo chiede di rinvigorire la nostra fede in Lui, coscienti che la fede è un'esperienza che dura per tutta la vita; è una realtà che ci sprona a procedere, senza sentirci mai arrivati, senza sederci sui nostri successi o insuccessi.

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